
Con sette concerti e un film tra ottobre e novembre, la seconda parte di Centrodarte26 presenta modi diversi di interrogare il suono contemporaneo, attraversando musica elettroacustica, improvvisazione, ricerca strumentale e nuove forme di ascolto, e mettendo in dialogo generazioni e percorsi artistici differenti: dai dodici compositori e performer di Audiomanzia a Rafael Toral, dal trio Artifacts a Lucy Railton.
Anche per questa seconda parte di stagione il Centro d’Arte riceve il fondamentale supporto dell’Università degli Studi di Padova e del Ministero della Cultura, a cui si aggiungono i contributi del Comune di Padova – Assessorato alla Cultura e di Fondazione Cariparo, oltre alla media partnership con Rai Radio 3.
Si comincia il 2 e 3 ottobre al Fronte del Porto, equipaggiato con sistema d’ascolto multicanale, per la terza edizione di Audiomanzia, festival dedicato alla musica elettroacustica contemporanea. La prima serata accosta il Pollini Electroacoustic Ensemble, formazione nata all’interno delle classi di musica elettronica del Conservatorio di Padova, al duo formato dalla violinista e compositrice Leslee Smucker e dal compositore e sound artist Siamak Anvari. Live electronics, fixed media, strumenti acustici e sistemi multicanale costruiscono uno spazio d’ascolto in continua trasformazione. Il 3 ottobre sono invece protagonisti Nicolas Collins e Birgit Ulher con !trumpet & trumpet!, incontro fra due approcci radicalmente diversi alla tromba, all’elettronica e al feedback, seguito da Interference di Mariam Gviniashvili, lavoro audiovisivo per otto canali e video nel quale densità spettrale, pressione fisica e rarefazione si alternano in un’esperienza immersiva. Audiomanzia è organizzato in collaborazione con SaMPL – Sound and Music Processing Lab del Conservatorio “C.Pollini” di Padova.
In coda ad Audiomanzia, il 4 ottobre alle 18 sempre al Porto Astra, è in programma una proiezione speciale di Sisters with Transistors, documentario che racconta la storia a lungo dimenticata delle musiciste che hanno avuto un ruolo pionieristico nello sviluppo della musica elettronica. La proiezione anticipa il programma autunnale di Imagine the Sound, rassegna parallela del Centro d’Arte dedicata al rapporto tra musica e cinema, inaugurata a inizio anno in collaborazione con Fronte del Porto.
Il 18 ottobre, al Teatro Torresino, arriva Rafael Toral, tra le personalità più originali della ricerca sonora europea. Nato a Lisbona nel 1967, Toral ha attraversato post-punk, ambient, drone music, elettronica e improvvisazione, sviluppando un linguaggio personale fondato sull’attenzione alla materia del suono e sulla trasformazione degli strumenti. Dopo le prime esplorazioni della chitarra elettrica e dell’elettronica, ha elaborato con lo Space Program un vero e proprio laboratorio di strumenti autocostruiti, sintetizzatori e dispositivi gestuali. Il dialogo con improvvisatori come Sei Miguel e Rodrigo Amado ha progressivamente aperto la sua musica a un rapporto più diretto con il jazz. Nei lavori più recenti, da Spectral Evolution a Traveling Light, queste esperienze confluiscono in una scrittura mobile e stratificata, dove memoria melodica, paesaggio sonoro e invenzione elettronica convivono in equilibrio instabile.
Il 16 novembre, ancora al Teatro Torresino, il Centro d’Arte presenta Artifacts, trio formato da Nicole Mitchell, Tomeka Reid e Mike Reed. Nato nel 2015 in occasione del cinquantesimo anniversario dell’AACM, il gruppo riprende l’eredità dell’Association for the Advancement of Creative Musicians non come repertorio da conservare, ma come materiale vivo da trasformare. Nel primo album il trio ha riletto musiche di Muhal Richard Abrams, Anthony Braxton e Steve McCall; con …and Then There’s This ha affiancato composizioni originali a pagine di Roscoe Mitchell e dello stesso Abrams. Mitchell, Reid e Reed appartengono oggi alla generazione che ha raccolto e rinnovato quella tradizione: Nicole Mitchell come flautista, compositrice e già presidente dell’AACM; Tomeka Reid come violoncellista e membro dell’Art Ensemble of Chicago; Mike Reed come batterista, bandleader e animatore della scena di Chicago. Tutti e tre hanno già suonato per il Centro d’Arte in altre formazioni, ma questa è la prima apparizione padovana di Artifacts.
La stagione si chiude il 24 novembre nella Sala dei Giganti con Lucy Railton, per la prima volta ospite del Centro d’Arte. Violoncellista, compositrice e artista britannica, Railton lavora tra musica contemporanea, elettronica, improvvisazione e pratiche interdisciplinari. Ha fondato la serie Kammer Klang al Café OTO ed è stata tra i fondatori del London Contemporary Music Festival, collaborando con artisti come Peter Zinovieff, Kali Malone, Stephen O’Malley, Patti Smith e Soundwalk Collective. A Padova presenta Blue Veil, lavoro di circa quaranta minuti per violoncello solo, pubblicato nel 2025 da Ideologic Organ. La composizione esplora le risonanze più sottili dello strumento e le possibilità offerte dall’intonazione giusta, trasformando intervalli, pulsazioni interne, attriti e trasparenze in un campo vibratorio continuo. Il suono nasce e si sviluppa nell’interazione fra violoncello, corpo dell’interprete e spazio acustico, invitando l’ascoltatore a un’esperienza concentrata e immersiva.
Dalla dimensione multicanale di Audiomanzia alla ricerca elettronica di Toral, dall’eredità creativa dell’AACM alla radicale esplorazione timbrica di Lucy Railton, la stagione autunnale del Centro d’Arte costruisce un percorso coerente attraverso alcune delle forme più vive della musica di ricerca di oggi.
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Biglietti concerti:
– Interi €15 – Ridotti €8 – Studenti dell’Università di Padova €1
Proiezione 4 ottobre:
– Interi €6,50 – Ridotti €5










