Centro d’Arte: Musica di oggi 

Da settant’anni le rassegne del Centro d’Arte offrono
occasioni per ascolti intensi, stimolanti, avventurosi

Musica di oggi, senza aggettivi, in continua trasformazione:
ogni concerto sarà una scoperta e una sorpresa

I concerti del Centro d’Arte

Rassegne online

Blog

Centrodarte21

Per la prima parte di Centrodarte21 il Centro d’arte propone cinque appuntamenti estivi con la musica attuale, ampliando ancora più, se è possibile, non solo il ventaglio delle proposte rappresentative dei linguaggi contemporanei, ma anche dei luoghi e delle occasioni di ascolto.

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We’re Sitting in a Room #4 – Modulazioni infrequenti. La radio prima e oltre la radio. Seconda parte

Per “We’re Sitting in a Room” Veniero Rizzardi e Matteo Polato concludono il percorso iniziato un mese fa con “Modulazioni Infrequenti: la radio prima e oltre la radio”, un’esplorazione della tecnologia radiofonica come strumento rivelatore di uno spazio, fatto di onde elettromagnetiche, esteso ben oltre le semplici trasmissioni radio.

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SETTANT’ANNI DI GRANDE MUSICA

IL CENTRO D’ARTE DEGLI STUDENTI DELL’UNIVERSITÀ DI PADOVA ESISTE DAL 1945.
È NATO COME ASSOCIAZIONE DI STUDENTI APPOGGIATA DALL’ATENEO
ED È STATA IN ASSOLUTO LA PRIMA DEL GENERE IN ITALIA.

Fin d’allora il Centro d’Arte ha organizzato concerti, regolari stagioni di musica da camera che, insolitamente per i tempi, comprendevano il jazz e la musica più attuale: negli anni 50 e 60 suonano a Padova Lennie Tristano, il Modern Jazz Quartet, Chet Baker, Thelonious Monk accanto a David Tudor e Karlheinz Stockhausen. A partire dagli anni 70 il Centro d’Arte inaugura la prima rassegna stagionale di jazz in Italia (rimarrà l’unica per molti anni), quando dappertutto si organizzavano soltanto festival, e una serie di musica contemporanea unica nel suo genere, che rimescolava i generi e proponeva le musiche del momento: Terry Riley, Dieter Schnebel, George Lewis, Morton Feldman, Frederic Rzewski, David Behrman, John Zorn… questi e molti altri musicisti sono passati per Padova grazie al Centro d’Arte, suonando in tendoni da circo, teatri, club e sale cinquecentesche…