Centrodarte26

Dopo lo straordinario successo di pubblico della scorsa stagione, il Centro d’Arte torna a festeggiare il suo ottantesimo anniversario con una panoramica sulle esperienze più innovative della musica attuale, tra nuova composizione, jazz, ricerca elettronica e improvvisazione libera. Ancora una volta, e sempre di più, il cartellone certifica la dimensione globale della musica di ricerca, con artisti provenienti da Italia, Austria, Brasile, Polonia, Australia, Canada, Danimarca, Norvegia, Svezia e Stati Uniti.

Come sempre, la molteplicità di questa offerta è possibile grazie all’organico rapporto dell’Associazione con l’Università degli studi di Padova e al fondamentale sostegno del Ministero della Cultura, a cui si aggiunge la preziosa media partnership con Rai Radio 3, che durante l’anno trasmette regolarmente le registrazioni dei nostri concerti.

Tra le conferme di quest’anno c’è un rinnovato interesse verso produzioni originali realizzate in stretto contatto con i musicisti ospiti, e l’attenzione verso vecchie e nuove collaborazioni, che coinvolgeranno altre importanti realtà italiane come Area Sismica (Lido di Savio, Ravenna) e la rassegna Met Jazz del Teatro Metastasio di Prato. Si rinnova inoltre la collaborazione inaugurata lo scorso autunno con Fronte del Porto, associazione nata per dare nuova vita alla sala 8 del cinema Porto Astra di Padova. 
Inoltre anche per il 2026 è in programma una serie di attività collaterali che presenteremo nel corso dell’anno, tra occasioni di ascolto condiviso, incontri con gli artisti, proiezioni cinematografiche e presentazioni editoriali.

L’apertura di Centrodarte26, il 14 febbraio alla Sala dei Giganti, è affidata al duo formato dal batterista Hamid Drake, da decenni figura di culto della musica creativa degli Stati Uniti, e dal vibrafonista Pasquale Mirra, musicista italiano che si è ormai ritagliato un posto di primo piano sulla scena del jazz internazionale. La capacità di invenzione costante da parte di Mirra di stratificare melodie e armonie in continuo movimento permettono a Drake di esaltare la sua propensione a un drumming energico, anche spettacolare, che non perde mai di vista però la sottigliezza e la spiritualità.

La rassegna prosegue il 24 febbraio al Teatro Torresino con un altro duo di recente formazione, che vede insieme la batterista brasiliana Mariá Portugal e la pianista polacca Marta Warelis. Entrambe figure di intenso dinamismo della scena contemporanea europea, Portugal e Warelis sfidano i limiti di linguaggio ed espressività dei propri strumenti, incrociando i rispettivi talenti in sedute di musica totalmente improvvisata e dando vita a live show sorprendenti.

Sempre al Teatro Torresino, il 5 marzo, Centrodarte26 presenta il primo di diversi progetti originali in esclusiva che si succederanno nel corso dell’anno. Con la ormai tradizionale formula del doppio concerto, presentiamo i solo set di Oren Ambarchi e crys cole, per una panoramica sul mondo della ricerca elettroacustica contemporanea ostinatamente fuori dalle rigide maglie dell’accademia.
L’australiano Oren Ambarchi è chitarrista e batterista di talento, sperimentatore elettronico e compositore estremamente originale, e ha collaborato con tutti i maggiori protagonisti della musica di ricerca del nostro tempo. Dal vivo Ambarchi attraversa il jazz di ricerca, il rock psichedelico, il minimalismo delle avanguardie ma anche il noise e la club music più ossessiva.
La canadese crys cole è una sound artist attiva in ambiti diversi, dalla composizione contemporanea all’improvvisazione libera e alle installazioni d’arte. I suoi set, basati su una strumentazione elettronica minimale, piccole percussioni e flauti ma anche oggetti di uso quotidiano, creano paesaggi sonori misteriosi, incentrati su ritmi dilatati e variazioni timbriche minimali.

Il 28 marzo alla Sala Fronte del Porto del Cinema Porto Astra, un altro concerto che fotografa la ricchezza del jazz di ricerca europeo. Il quartetto Amoeba, attivo già da molti anni, raccoglie attorno alla sassofonista danese Signe Emmeluth altri tre giovani musicisti della scena scandinava e propone una formula che coniuga una preparazione tecnica impeccabile e un profondo rispetto per la tradizione del jazz alle aperture del free più energico e avventuroso. 

Il 15 aprile torniamo al Teatro Torresino con il nuovo quartetto del trombettista Ralph Alessi, veterano della scena jazz statunitense fin dagli anni ‘90 ed elemento chiave dei gruppi di Tim Berne, Bobby Previte, Steve Coleman. La sezione ritmica che lo accompagna in questo tour, e che ritroveremo nel prossimo disco di Alessi su ECM in uscita nel 2026, è formata da musicisti che sono ormai diventati punti fermi del jazz contemporaneo, e che hanno partecipato ai capitoli più entusiasmanti del jazz di ricerca di questi anni: Matt Mitchell, John Hebert e Ches Smith.

Il 2 maggio torniamo alla Sala dei Giganti per una nuova collaborazione con il polistrumentista e compositore Jim O’Rourke per un evento imperdibile in compagnia di Christian Fennesz. Infaticabili esploratori della materia sonora, oltre che protagonisti della ricerca elettroacustica contemporanea, i due musicisti intraprendono il loro primo tour in Italia proprio a partire dalla serata di Padova e su invito del Centro d’Arte. Dal vivo il duo propone lunghe e pazienti composizioni che alternano momenti di stasi – punteggiati da melodie appena accennate e timbri misteriosi – a enigmatiche derive noise, sempre sul filo di un lirismo sottotraccia che lega le diverse suggestioni sonore in un discorso musicale di rara efficacia.

La prima parte di Centrodarte26 si conclude il 22 e 23 maggio con un nuovo progetto speciale in esclusiva, dedicato al sassofonista e compositore svedese Mats Gustafsson, tra le figure chiave della scena del jazz di ricerca internazionale, che negli anni ha collaborato con tanti maestri dell’avanguardia musicale europea e statunitense, oltre ad essere co-fondatore di gruppi imprescindibili come The Thing e Fire! (Trio e Orchestra).
La prima serata, venerdì 22 maggio, si articolerà in due set distinti per altrettanti progetti che illustrano alla perfezione la vastità di interessi e modalità espressive di questo straordinario musicista.
Il primo set presenta il duo Rite, in cui i sassofoni di Gustafsson incontrano clarinetto e launeddas di Zoe Pia, giovane musicista italiana che si è affermata come una delle voci più originali del jazz di oggi. Un set all’insegna della ricerca pura, in cui gli strumenti acustici, esplorati in ogni sfumatura timbrica possibile, si arricchiscono di una componente elettronica imprevedibile e ricca di suggestioni.
A seguire il trio Fire! – per l’occasione in una formazione inedita che oltre al fidato Johan Berthling al basso include Mariá Portugal alla batteria – ovvero uno dei gruppi più longevi nella carriera di Gustafsson, oltre che punto fermo attorno al quale ruotano le sue innumerevoli attività. Come sempre la musica del trio fa incontrare e scontrare il mondo del jazz con il rock psichedelico e la ricerca elettroacustica, in cui il fraseggio imprevedibile di Gustaffson a sassofoni e flauto si appoggia sul groove implacabile della sezione ritmica.
La seconda serata, sabato 23 maggio, è interamente dedicata al più recente progetto di Gustafsson: Cosmic Ear, nuovo quintetto ispirato alla figura di Don Cherry, nume tutelare del jazz non allineato e pioniere della musica senza confini. Il progetto ruota attorno a Christer Bothén, virtuoso di pianoforte e clarinetto basso ma anche esperto di donso n’goni, cordofono africano che lo stesso Bothén ha introdotto nei gruppi di Don Cherry negli anni ’70. In esclusiva per questo progetto, e su suggerimento dello stesso Gustafsson, sarà proprio Bothén ad aprire la serata con un primo set di solo donso n’goni.
A seguire, la prima apparizione italiana di Cosmic Ear, che oltre a Gustafsson a sassofoni ed elettronica e Bothén a clarinetto basso, pianoforte e donso n’goni, include Johan Berthling al contrabbasso (in sostituzione di Kansan Zetterberg), Goran Kajfeš alla tromba e Juan Romero alle percussioni. La musica del gruppo riesce ad evocare la voce di Don Cherry senza suonare nostalgica, tra suggestioni etniche e ricerca pura, lasciando respirare una componente melodica di rara bellezza in strutture ritmiche suadenti, che trasportano l’ascoltatore in una dimensione misteriosa, a tratti onirica, dal fascino irresistibile.

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Biglietti:
– Interi €15 – Ridotti €8 – Studenti dell’Università di Padova €1

Mats Gustafsson Special Project (22-23 maggio):
– Singola serata: Interi €20 / ridotti €12 / Studenti dell’Università di Padova €3
– Abbonamento due serate: Interi €30 / ridotti €20 / Studenti dell’Università di Padova €5

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