Jim O’Rourke
chitarra, elettroniche
Christian Fennesz
chitarra, elettroniche
Dopo il progetto speciale dello scorso anno, il Centro d’Arte torna a collaborare con il polistrumentista e compositore Jim O’Rourke per un evento imperdibile in compagnia di Christian Fennesz, che come O’Rourke è figura emblematica della ricerca elettroacustica contemporanea.
Entrambi attivi in diversi ambiti musicali e infaticabili esploratori della materia sonora, i due musicisti condividono una lunga amicizia e frequentazione, a partire dal trio Fenn O’Berg (con loro il compianto Peter Rehberg) attivo a metà anni ‘90.
A partire da quell’esperienza, l’intesa tra i due si è consolidata negli anni in sporadiche ma sempre fruttuose collaborazioni, documentate finalmente su disco nel 2016 con It’s Hard For Me To Say I’m Sorry, un album costruito su lunghe e pazienti composizioni che alternano momenti di stasi – punteggiati da melodie appena accennate e timbri misteriosi – a enigmatiche derive noise, sempre sul filo di un lirismo sottotraccia che lega le diverse suggestioni sonore in un discorso musicale di rara efficacia.
Jim O’Rourke, originario degli Stati Uniti ma residente da molti anni in Giappone, è attivo dalla fine degli anni ’80 in diversi contesti. Chitarrista, bassista, cantante, esperto sperimentatore elettronico e produttore tra i più ricercati, in campo musicale ha partecipato ad alcuni tra i più entusiasmanti capitoli del rock alternativo: dal gruppo Gastr del Sol, che ha fondato insieme a David Grubbs nel 1993, al lungo sodalizio con i Sonic Youth, con i quali ha suonato e inciso tra il 1999 e il 2005.
Oltre alle molte e importanti collaborazioni (Tony Conrad, Arnold Dreyblatt, Haino Keiji, Christian Fennesz, Peter Rehberg) O’Rourke ha alternato dischi solisti che hanno ridefinito i contorni del rock e del pop (Bad Timing, Eureka, Simple Songs), a progetti più apertamente sperimentali (Terminal Pharmacy, I’m Happy and I’m Singing and a 1, 2, 3, 4, la serie Steamroom). Di particolare rilievo in questi ultimi anni è il suo lavoro – come compositore, musicista e produttore – insieme alla vocalist e musicista elettronica Eiko Ishibashi, con dischi che coniugano un pop di estrema raffinatezza con le astrazioni della ricerca pura.
Altrettanto importante è il suo lavoro in ambito cinematografico, con colonne sonore per registi come Werner Herzog, Koji Wakamatsu, Olivier Assayas; e come produttore per artisti e gruppi come Wilco, Sonic Youth, Beth Orton, Stereolab, John Fahey, Joanna Newsom.
Chitarrista, compositore e musicista elettronico austriaco, Christian Fennesz è una delle voci più riconoscibili della musica elettronica contemporanea. Attivo sin dall’inizio degli anni ’90, ha sviluppato un linguaggio personale che nasce dall’incontro tra chitarra ed elaborazione digitale, dando forma a paesaggi sonori di grande raffinatezza timbrica e intensità emotiva.
Dopo le prime esperienze nella scena techno viennese, Fennesz pubblica una serie di dischi fondamentali per lo sviluppo dell’elettronica di ricerca, da Hotel Paral.lel, che gli vale il Prix Ars Electronica nel 1997, a plus forty seven degrees 56‘ 37” minus sixteen degrees 51‘ 08” (1999), e soprattutto Endless Summer (2001) un album capace di ridefinire la percezione della musica elettronica attraverso un uso inedito della melodia, sospesa tra astrazione e memoria, all’interno di strutture sonore quasi sinfoniche.
Negli anni successivi alterna lavori più lirici come Venice (2004) a progetti di ricerca radicale come Black Sea (2008), fino ai più recenti Bécs (2014) e Agora (2019). Parallelamente, Fennesz ha dato vita a numerose e significative collaborazioni, suonando e incidendo con artisti come Ryuichi Sakamoto, David Sylvian, Keith Rowe, Mike Patton, oltre a far parte del trio improvvisativo Fenn O’Berg insieme a Peter Rehberg e Jim O’Rourke.
(Nicola Negri)
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Fennesz, Jim O’Rourke
It’s Hard For Me To Say I’m Sorry (Commmons, 2016)
Jim O’Rourke
Terminal Pharmacy (Tzadik, 1995)
Eureka (Drag City, 1999)
Simple Songs (Drag City, 2015)
Shutting Down Here (Editions Mego, 2020)
Hands That Bind (Drag City, 2024)
Fennesz
Hotel Paral.lel (Editions Mego, 1997)
plus forty seven degrees 56‘ 37” minus sixteen degrees 51‘ 08” (Touch, 1999)
Endless Summer (Editions Mego, 2001)
Agora (Touch, 2019)
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