Myra Melford “Fire and Water”
8 maggio 2022 ore 21.00
Sala dei Giganti al Liviano, Padova
© Nicky Chayova
© Nicky Chayova

Myra Melford
piano

Mary Halvorson
chitarra elettrica

Susie Ibarra
batteria, percussioni

Ingrid Laubrock
sassofoni

Tomeka Reid
violoncello

Non si contano ormai le musiciste – compositrici e improvvisatrici – protagoniste assolute della scena contemporanea.
Ma un quintetto come “Fire and Water” suscita attese molto alte, dal momento che è composto da artiste tutte a loro modo trainanti e significative sia in veste di leader che di strumentiste virtuose.
L’idea viene da Myra Melford, autrice di esperienza ultra-decennale e in qualche modo la veterana del gruppo.
Ispirandosi a una serie di opere del pittore Cy Twombly, Melford ha proposto alle altre un programma che avrebbe dovuto essere occasionale ma che, dato il successo dei concerti a New York, ha preso sempre più corpo, diventando progetto in pianta stabile.

Myra Melford è fin dall’inizio degli anni 90 una forza propulsiva del jazz di ricerca a cavallo dei generi, pianista dalla finezza e dall’energia inesausta, a proprio agio con repertori pianistici e con gruppi da camera, con le avanguardie di inizio secolo e le musiche orientali. Leader di trii o di gruppi più larghi (Be Bread, Snowy Egret, tra gli altri) ha condiviso la propria musica con solisti come Dave Douglas, Marty Ehrlich, Cuong Vu, Mark Dresser, Tyshawn Sorey e molti altri. Ha suonato diverse volte per il Centro d’Arte, l’ultima in duo con un’altra pianista, Satoko Fujii.

Altro nome in vetta alle preferenze di critica e pubblico in questi anni è quello della chitarrista Mary Halvorson, capace di rinnovare con fantasia il linguaggio del suo strumento e di renderlo inconfondibile in tutte le situazioni in cui è chiamata a collaborare. Halvorson è stata allieva di Anthony Braxton ma si è presto distanziata da quel modello, esprimendosi sia nella formula del trio che in quella dell’ottetto, affermando come compositrice una poetica ricca di sfumature e di possibilità, L’ultima sua creatura, il gruppo Code Girl, dà ampio spazio all’uso della vocalità e della forma canzone.

La percussionista Susie Ibarra si è affermata dapprima nel jazz energico di David S. Ware e di Assif Tsahar, maturando in seguito uno stile più razionale e compassato, sia nei suoi trii con piano e violino, che nelle recenti composizioni più ambiziose, ricche di influenze orientali e dedicate ai timbri di percussioni anche auto costruite.

Ingrid Laubrock, tedesca naturalizzata americana, dopo una lunga gavetta nel campo della improvvisazione istantanea, è adesso riconosciuta come compositrice autorevole, specie dopo l’uscita di opere ambiziose come “Contemporary Chaos Practices” e “Dreamt Twice, Twice Dreamt”, dove la sassofonista sembra rinnovare una certa concezione di “third stream” arricchita dall’uso dell’elettronica. Anche i recenti duetti con il marito batterista Tom Rainey sono molto significativi.

Il violoncello di Tomeka Reid completa una formazione straordinaria. Reid è cresciuta musicalmente nell’Association for Advancement of Creative Musicians di Chicago, brillando negli organici di George Lewis, Nicole Mitchell e suonando in occasioni speciali con l’Art Ensemble of Chicago. Conta collaborazioni numerose (Anthony Braxton, Mike Reed, Hear in Now, Joe McPhee, tra gli altri). È leader di un importante quartetto e co-leader del trio Artifacts.

(Stefano Merighi)

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In collaborazione con Università degli Studi di Padova nell’ambito di Opera Libera, progetto speciale per le celebrazioni dell’ottavo centenario dell’Università di Padova

Myra Melford
The Other Side of Air (Firehouse 12, 2018)

Mary Halvorson Octet
Away with You (Firehouse 12, 2016)

Susie Ibarra
Songbird Suite (Tzadik, 2002)

Ingrid Laubrock Anti-House
Roulette of the Cradle (Intakt, 2015)

Tomeka Reid Quartet
Old New (Cuneiform, 2019)

BIGLIETTI
Interi € 12
Ridotti € 5
Studenti Università di Padova € 1

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