© Eric Besnier

Christophe Desjardins
viola

Aldo Orvieto
pianoforte

Alvise Vidolin
regia sonora e live electronics

Gérard Grisey (1946-1998)
Prologue per viola sola e live electronics (1976)

Niccolò Castiglioni (1932-1996)
Piccola Suite in sol (1952), prima esecuzione assoluta
Cinque Innodie (1953) per pianoforte, prima esecuzione assoluta

Pierre Boulez (1925-2016)
Messagesquisse (2000) per viola e nastro magnetico.

Jonathan Harvey (1939-2012)
Ricercare una melodia (2003) per viola ed elettronica

Dmitri Šostakovič (1906-1975)
Sonata op. 147 (1975)
Aria – Moderato -Scherzo – Allegretto – In ricordo del grande Beethoven: Adagio

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Christophe Desjardins si è guadagnato da tempo la posizione del violista ‘contemporaneo’ per eccellenza. È da vent’anni una delle colonne portanti del prestigioso Ensemble Intercontemporain fondato da Pierre Boulez nel 1976, un’orchestra in cui si sono da sempre avvicendati solisti di eccezionale caratura. Le qualità di Desjardins, per la prima volta a Padova, sono state lo stimolo per molti compositori ad arricchire il repertorio contemporaneo della viola. Il solo elenco è impressionante: Luciano Berio, Pierre Boulez, Wolfgang Rihm, Jonathan Harvey, Emmanuel Nunes, Michaël Levinas, Marco Stroppa e ancora tanti altri hanno scritto nuove opere per lui.

Una parte di questo repertorio ‘dedicato’ viene proposto nella serata padovana insieme ai fidi Aldo Orvieto al pianoforte e Alvise Vidolin alla regia del suono in un programma che riassume il lavoro di alcuni protagonisti della creazione musicale nell’ultimo ventennio del XX secolo, con diversi approcci al dialogo tra strumento tradizionale ed elettroacustico.

Prologue di Grisey è prologo al concerto quanto lo è a un grande ciclo di lavori strumentali – fino alla grande orchestra – intitolato Les espaces acoustiques, che a metà degli anni Settanta affermò l’autorevolezza della personalità di Grisey, geniale artista scomparso troppo presto, e insieme a lui una nuova scuola di pensiero musicale (poi identificata come ‘spettralismo’) che proponeva di trarre i principi della composizione musicale e dell’orchestrazione dall’indagine scientifica del fenomeno sonoro.

Accanto alle continue riscritture di Boulez (Messagesquisse è una delle differenti versioni di un medesimo progetto compositivo) e alle esplorazioni di Harvey, il concerto presenta un pagina indubbiamente moderna, ma appartenente a un altro mondo linguistico, che è la grandiosa Sonata per viola e pianoforte, ultima opera di Šostakovič, in un dialogo crepuscolare di secoli con la musica di Beethoven.

Completano la serata due riscoperte di Niccolò Catsiglioni in prima esecuzione assoluta, provenienti dai tesori archivistici dell’ Istituto per la musica della Fondazione Cini di Venezia.

(Veniero Rizzardi)

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In collaborazione con SaMPL – Sound and Music Processing Lab del Conservatorio di Musica “C. Pollini” di Padova

E con l’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini – Venezia 
Verso il 250° Anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven (1770-2020)

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