© Gulbenkian Música / Petra Cvelbar

Larry Ochs
sax tenore e sopranino

Nate Wooley
tromba

Ken Filiano
contrabbasso, effetti elettronici

Pascal Niggenkemper
contrabbasso

Harris Eisenstadt
batteria

Questo quintetto nasce nel 2013, quando il sassofonista Larry Ochs fu invitato allo Stone di New York per una “carta bianca” di una settimana. L’incontro tra l’artista californiano e i quattro newyorkesi fece scintille cosicchè a dispetto dei molteplici impegni e della distanza geografica il gruppo fece il possibile per replicare la collaborazione. Dopo un anno ci furono altri concerti e l’anno successivo John Zorn produsse per la Tzadik l’album intiolato appunto Fictive Five, segnalato dalla critica tra le uscite più interessanti di allora.
Al primo impatto, le improvvisazioni del quintetto sembrano ispirarsi all’ultimo Coltrane, oppure rievocare le atmosfere che Archie Shepp e Don Cherry creavano nel New York Contemporary Five.
Ma è senz’altro riduttivo soffermarsi su questi superficiali paragoni, anche perchè un ascolto più attento rivela un insieme di sfumature e una dinamica musicale assai più personale e imprevedibile, frutto delle differenti attitudini sviluppate dai protagonisti coinvolti. La relazione tra pagina scritta e improvvisazione intuitiva produce archi narrativi policromi, in cui aggressività e meditazione lirica si intrecciano con naturalezza. Le voci dei fiati reagiscono ad una sezione ritmica in continua ebollizione oppure in pacata riflessione timbrica, enfatizzata dai suoni robusti dei due contrabbassi.
È una musica pensata in piena libertà, che omaggia il free del passato senza rinunciare ad alcuna conquista linguistica ottenuta dalla ricerca negli ultimi anni.

Larry Ochs si è affermato nel ROVA Saxophone Quartet – che ha appena celebrato quarant’anni di carriera – ma si è sempre anche distinto alla testa di proprie formazioni o nelle decine di collaborazioni con i nomi più autorevoli della musica improvvisata. Segnaliamo Larry Ochs Sax & Drumming Core, Kinhoua ed il trio Rempis-Johnston-Ochs.

Nate Wooley è tra i trombettisti più richiesti della scena odierna. Virtuoso dello strumento, passa dal jazz più innovativo alla musica radicale non idiomatica, suonando con il suo affermato quintetto, oppure in solo e nelle più diverse combinazioni (duo, trio, orchestra).

Ken Filiano è attivo dalla seconda metà degli anni Ottanta, ha preso parte a decine di incisioni accanto a Vinny Golia, Roswell Rudd, Bill Dixon, Anthony Braxton, tra gli altri.

Pascal Niggenkemper è il più giovane del gruppo, ma il suo talento svetta in ogni progetto cui partecipa, ad esempio con Nate Wooley, Brandon Seabrook, Tyshawn Sorey. È specialista nella performance per basso solo, documentata in Look with Thine Ears.

Harris Eisenstadt è batterista ma anche acclamato leader e compositore, come dimostrano le diverse versioni del suo gruppo Canada Day. Ha viaggiato a lungo in Africa occidentale, compiendo ricerche sulle musiche Wolof e Mandinka, e a Cuba, lavorando a contatto con i collettivi musicali di Matanzas.
Ha suonato, tra gli altri, con Wadada Leo Smith, Butch Morris, Ned Rothenberg, Adam Rudolph, Nate Wooley, Ellery Eskelin.

(Stefano Merighi)

Ascolti

Larry Ochs
The Fictive Five (Tzadik, 2015)
The Secrete Magritte (Black Saint, 1995)

ROVA
John Coltrane’s Ascension – Rova’s 1995 Live Recording (Black Saint, 1996)

Nate Wooley
(Put Your) Hands Together (Clean Feed, 2011)

Harris Eisenstadt
Canada Day IV (Songlines, 2015)

Pascal Niggenkemper
Look with Thine Ears (Clean Feed, 2015)

Web

Foto

© Michele Giotto