Butcher © Bryony McKintyre // La Foresta © Mario Carovani

John Butcher
sassofoni

Riccardo La Foresta
drummophone, percussioni, oggetti

Il momento di dialogo e confronto è tra gli elementi fondativi della Free Music, una delle esperienze musicali più entusiasmanti del ventesimo secolo, che per sua natura continua a essere sempre attuale, grazie anche all’apporto di nuovi talenti che sempre più spesso decidono di guardare oltre i confini idiomatici del jazz, e che trovano nella libera improvvisazione una dimensione espressiva ideale.
John Butcher e Riccardo La Foresta rappresentano due diverse generazioni di improvvisatori, e sono accomunati dal background jazzistico e dalla forte propensione alla sperimentazione tecnica e alla ricerca teorica sui propri strumenti.
John Butcher è protagonista della scena improvvisativa britannica da più di vent’anni. Grazie ad un approccio scientifico alle possibilità tecniche del sassofono e un attento studio di diverse tecniche non convenzionali, ha creato uno stile personale e immediatamente riconoscibile, aprendo nuove strade e possibilità espressive che hanno fatto scuola.
Riccardo La Foresta è un giovane musicista italiano che in pochi anni è riuscito a sviluppare un linguaggio percussivo originalissimo, riducendo e modificando la propria strumentazione per creare il “Drummophone”, una grancassa le cui vibrazioni vengono controllate, con l’ausilio di un tubo di plastica e un bocchino da sassofono, tramite il respiro e l’uso di archetti e oggetti vari.
L’incontro tra i due è una novità assoluta, che siamo felici di presentare in anteprima al Centro d’Arte.

(Nicola Negri)

Ascolti

John Butcher
Invisible Ear (Fringes, 2003)

John Butcher & Eddie Prévost
Visionary Fantasies (Matchless, 2018)

Sho Shin Duo
Mycophilia (Setola Di Maiale, 2017)

Web

Foto

© Michele Giotto