Quando presentiamo musica ‘sperimentale’ facciamo sul serio, nel senso che cerchiamo di rispettare il significato dell’aggettivo: e questa serata propone due prospettive diverse ma complementari rispetto a cosa si intende per sperimentazione sui materiali sonori e musicali.

Les frères bobine

Stefano Bassanese, Ben Thigpen
strumenti a induzione magnetica, computer, live electronics

Massimo Carrozzo
clarinetto

Carlo Noja Barbagallo
chitarra elettrica

Les frères bobine sono una formazione variabile di espatriati (a Parigi) che si presenta per la prima volta in quartetto, in questa occasione per tre quarti italiana e un quarto USA, e raggruppa compositori, strumentisti, improvvisatori, sound designers – ruoli che in varie combinazioni si sovrappongono in ciascuno dei quattro. Il nucleo centrale dell’ensemble è formato da Stefano Bassanese e Ben Thigpen, che utilizzano induttori, bobine, piccoli oggetti metallici, amplificatori e computers per generare circuiti di feedback magnetici e silenziosi. Queste configurazioni funzionano come ‘oscillatori elettromagnetici’ sia materiali che virtuali, analogici, acustici e digitali. I loro strumenti si comportano come dei processi naturali; i musicisti, con un controllo gestuale costante, interagiscono con essi influenzandoli senza volerli manipolare interamente. Ai suoni così prodotti, affascinanti e imprevedibili, si affianca il clarinetto amplificato di Massimo Carrozzo, musicista altrettanto non-convenzionale, e la chitarra elettrica di Carlo Noja Barbagallo, per un contrappunto elettroacustico ricco di sfumature e di sorprese.
Les Frères Bobine si sono esibiti a Experimental Intermedia NYC, Harvestwork NYC, a Imprudences / Eglise de St. Merri e al Théâtre de l’Ogresse di Parigi.

https://soundcloud.com/imprudences-laboratoire/les-freres-bobine-massimo-carrozzofestival-imprudences-2014

(V.R.)

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Stefano Bassanese
Compositore e performer, studia musica elettronica e composizione nei conservatori di Venezia e Padova, e nel 1983, su invito di Luigi Nono, frequenta l’Experimentalstudio di Freiburg im Breisgau. Si produce in festival internazionali e prestigiose sale ricevendo commissioni da diverse istituzioni (RAI, State University of New York, GRAME Lione, Festival Zeitfluss – Salisburgo, INA/GRM Parigi, GMEM Marseille, Teatro La Fenice, ecc.), collaborando tra gli altri con il Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova, occupandosi di computer music fin dal 1978, con l’Orchestra Sinfonica del WDR di Colonia diretta da Zóltàn Peskó, con il compositore Mauricio Kagel per il quale ha realizzato l’elettronica in diverse produzioni. Nel 2000-2001 è responsabile della produzione elettronica del CCMIX (Centre de Création Musicale Iannis Xenakis) di Parigi. Nel 2003 collabora con il pianista e compositore Uri Caine componendo e realizzando le parti elettroniche per Othello Syndrome che inaugura il 47° Festival di musica contemporanea della Biennale di Venezia; l’edizione discografica del lavoro ottiene la nomination al 51° Grammy Awards del 2009. Insegna composizione elettroacustica al conservatorio di Torino, vive e lavora a Parigi.

Benjamin Thigpen. Nomade, nato negli Stati Uniti, naturalizzato in Francia. Dopo aver lasciato il conservatorio, si é laureato in letteratura inglese, in letteratura comparata e in estetica. Ha insegnato informatica musicale all’Ircam di Parigi e al Conservatorio di Cuneo. Attualmente insegna al conservatorio di Mons (Arts2) oltre all’attività concertistica e di realizzatore informatico-musicale. Creatore di musica per altoparlanti, lavora regolarmente al GRM (Parigi), al VICC (Svezia), al l’EMS (Stoccolma), allo STEIM (Amsterdam), a l’Espace Totem (Montréal), nel suo appartamento, negli aeroporti, nei treni. La sua musica é pubblicata su tre CD monografici – divide by zero (Sub Rosa 2011), human for scale (EMF Media 2005) e flux (empreintes DIGITALes 2107). Suona nel duo Rust con il compositore e inventore di strumenti Jean-François Laporte, in Fluid Identities con il violoncellista Benjamin Carat e con Les Frères Bobine. Ritiene che la musica non sia un linguaggio ma un’esperienza vissuta visceralmente; e che non sia l’arte del suono ma piuttosto l’arte della trascendenza dal suono.

Il siciliano Carlo Barbagallo è un compositore elettroacustico, chitarrista e cantautore, ingegnere del suono e sound designer. Sin da piccolissimo produce la propria musica, sperimentando ai confini dei generi musicali attraverso l’utilizzo creativo dei media sonori. E’ stato uno dei fondatori del CoMET (Collettivo Musica Elettroacustica Torino) ed è attualmente membro di Suzanne’Silver (band indie-rock), del duo E<->CB dedito alla ricerca audiovisuale, del trio L.B.B insieme al batterista free jazz Emilio Bernè e il costruttore di strumenti musicali Jean-Francois Laporte, oltre a portare avanti progetti solisti a proprio nome dal cantautorato all’improvvisazione elettroacustica.

Massimo Carrozzo.
Di formazione classica, diplomato in clarinetto al conservatorio di Matera, studia alla Scuola di Musica di Fiesole (Firenze) perfezionandosi in interpretazione contemporanea. Parallelamente, prende parte al collettivo Gruppo Aperto Musica Oggi. Dal 1995 si consacra esclusivamente alla musica contemporanea. Ha collaborato con compositori quali Helmut Lachenman, Toshio Hosokawa, Vinko Globokar… ma crea il proprio linguaggio nella musica improvvisata, riflesso della sua ricerca sulla relazione alla parola, al teatro, all’immagine. Lavora a produzioni radiofoniche e teatrali prediligendo i testi di Antonin Artaud. A Parigi dal 2001, ha diretto gli ateliers organizzati da “Instants Chavirés”. Impegnato in diverse collaborazioni tra cui all’IRCAM con il compositore Mauro Lanza e il ricercatore René Caussé, prosegue il suo lavoro per il teatro e la danza partecipando a creazioni all’Abbaye de Royaumont per Les rencontres chorégraphiques. Le sue ricerche d’improvvisatore trovano un prolungamento nelle composizioni elettroacustiche che crea per Radio France e nelle opere sonore per film e vidéo-art. Nel 2009, alla ricerca di nuovi spazi per la sperimentazione, dà vita a IMPRUDENCES – laboratoire autour de l’improvisation, che comprende ateliers e festival.


 

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Alessandra Novaga & Stefano Pilia “Glimpses of a Day”

Alessandra Novaga
chitarra elettrica

Stefano Pilia
chitarra elettrica

Glimpses of a day è un progetto elaborato insieme da Novaga e Pilia, per due chitarre elettriche, basato su un’accordatura in intonazione giusta e sulla suddivisione dell’ottava in intervalli non temperati. Le altezze relative sono derivate da una selezione dei gradi delle scale corrispondenti ad alcuni raga indiani; questo non riflette tanto un interesse verso la musica indiana, quanto il proposito di fondare il progetto su intervalli diversi da quelli consueti, e su di un approccio fisico e gestuale allo strumento diverso da quello convenzionale. I due chitarristi hanno quindi tastato i loro strumenti in altro modo, costringendosi a una gestualità diversa, e intonandosi così su altri intervalli.
Il lavoro segue una partitura aperta che contiene come principio fondativo e immaginifico l’idea di percorrere l’arco di una giornata, utilizzando altezze dei raga associati alle varie fasi di giorno e notte, per analogia alla musica classica indiana, e a pratiche esecutive peculiari dei modus operandi sullo strumento: “per noi è l’occasione di sondare diversi modi di produzione del suono, per lavorare sulla nostra relazione di duo, e per riuscire a trovare una certa libertà esecutiva all’interno di una forma e di un percorso dato”.
Questo è il primo concerto in cui i due chitarristi presentano in pubblico questo lavoro.

(V.R.)

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Alessandra Novaga è una chitarrista con una solida formazione classica conclusa alla Musikhochschule di Basilea dove ha studiato con Oscar Ghiglia. Dopo molti anni trascorsi esclusivamente in ambito classico il suo corso artistico ha effettuato una svolta che l’ha portata a esplorare e a frequentare solo i territori della sperimentazione, della composizione e dell’improvvisazione ridisegnando così il suo rapporto con il suono e la performance. Sempre più orientata verso la chitarra elettrica collabora con compositori che creano per lei un repertorio di suoni e gesti nuovi. Molto interessata al teatro, opera una ricerca anche in questa direzione creando partiture musicali strettamente legate al testo e alla recitazione collaborando principalmente con Elena Russo Arman, del Teatro dell’Elfo e con la compagnia Phoebe Zeitgeist.
Ha suonato in Festival come Angelica (Bologna), All Frontiers (Gorizia), Festival dei Due Mondi (Spoleto) e ha presentato i suoi progetti in Europa e negli Stati Uniti. Tra gli altri spazi, Area Sismica (Forlì), Cafè OTO, Hundred Years Gallery (Londra), Quiet Cue (Berlino), O’ (Milano), e a New York, St. Mark’s Church (IAP, Ontological Hysteric Theatre), Silent Barn, Spectrum, Zebulon e Transient Series. È la prima e unica chitarrista in Italia a suonare l’integrale di The Book of Heads di John Zorn. Suona spesso in solo ma le sue collaborazioni passate e correnti includono artisti come Elliott Sharp, Andrea Centazzo, Massimo Falascone, Gianni Mimmo, Sandro Mussida, Patrizia Oliva.
Ha realizzato diverse registrazioni per Stradivarius, Clean Feed, a p p a r i z i o n i, Preludio. In solo ha pubblicato tre album, La Chambre Des Jeux Sonores e Fassbinder Wunderkammer per Setola di Maiale e Movimenti Lunari per Blume Editions.

Stefano Pilia e’ chitarrista e compositore elettroacustico attivo dai primi anni 2000 nella scena avantrock e sperimentale internazionale. Il suo lavoro si è avvicinato sempre più all’indagine della dimensione scultorea e spaziale del suono sia attraverso la pratica esecutiva strumentale sia attorno alla ricerca dei processi di registrazione e produzione sonora. E’ tra i fondatori del gruppo 3/4HadBeenEliminated, sintesi tra improvvisazione, composizione elettroacustica e sensibilità avantrock. Suona dal vivo principalmente in solo, con In Zaire. Dal 2008 è parte dei Massimo Volume e dal 2012 chitarrista di Rokia Traoré e dal 2015 chitarista negli Afterhours. Collabora stabilmente con David Grubbs e Andrea Belfi nel BGP trio e nel “Sogno del Marinaio” con MIke Watt. Ha collaborato frequentemente alla realizzazione del suono (sia liveche su supporto) per produzioni teatrali, reading, film, installazioni e video arte (Gianluigi Toocafondo, Zimmerfrei, Nico Vascellari, Homemovies, Wuming2, Emidio Clementi). Ha collaborato con artisti e musicisti come, John Parish, Phill Niblock, Oren Ambarchi, Marina Rosenfeld, David Tibet e ZU, Giuseppe Ielasi, Z’ev, Black Forest Black Sea, Rhys Chatham, David Maranha, Manuel Mota…ha pubblicato lavori discografici con numerose etichette italiane ed estere (Die-Schachtel, Presto?!, Bluechopstick, Hapna, LastVisibleDog, Sedimental, Soleilmoon, 8mm, la tempesta, …)


 

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Prenotazioni

Interi € 12

Ridotti (riduzioni di legge e studenti) € 5

Studenti Università di Padova € 1

Luogo

Sala dei Giganti al Liviano

Piazza Capitaniato, Padova