Sho Shin

martedì 28 gennaio 2014 ore 21.00 • Cinema Lux, Padova

Riccardo Marogna
clarinetto, clarinetto basso, elettronica

Riccardo La Foresta
batteria

Sho-Shin mette a confronto due tra i giovani improvvisatori più interessanti in circolazione. Il nome deriva da un concetto del Buddismo Zen che significa “la mente del principiante”. L’idea di affrontare la performance musicale con mente aperta, senza preconcetti e sovrastrutture, si concretizza in momenti di intuizione creativa che scavalcano i generi, traducendosi in suggestioni sonore allo stesso tempo familiari e aliene. Una rilettura del classico duo fiati-batteria che fa della spontaneità la sua caratteristica espressiva più concreta.

Riccardo Marogna è attivo in diversi ambiti musicali. Fa parte del quartetto avant jazz “A.I.R.E.” (insieme a Piero Bittolo Bon, Niccolò Romanin e Marco Quaresimin), con cui ha inciso nel 2012 “Apathic Avant-Jazz Anthems” per l’etichetta “El Gallo Rojo”. Allo stesso tempo suona con il gruppo folk “Piccola Bottega Baltazar”, con il quale ha recentemente realizzato la colonna sonora dell’ultimo film di Andrea Segre “La prima neve”. Il suo progetto più recente, “Oktopus Connection”, è un ottetto dedicato all’improvvisazione condotta su partiture grafiche.

Riccardo La Foresta, classe 1989, laurea al Triennio Jazz del conservatorio di Ferrara, attualmente all’ultimo anno di Biennio Jazz a Parma, ha studiato e frequentato seminari con vari artisti, tra i quali: Dave Liebman, Jim Black, Henry Threadgill, Gianluigi Trovesi, Tom Rainey John Taylor.

Ascolti

Sho Shin Duo
Live At Lux (autoprodotto)
Free The Cat (Setola di Maiale)

A.I.R.E.
Apathic Avant-Jazz Anthems (El Gallo Rojo)

Web

Rassegna

Paperbacks 2014

Note

Primo set di un doppio concerto, seguito da Nicola Lancerotti Quartet.

Questo concerto fa parte della prima edizione di Paperbacks, nuova rassegna dedicata alla libera improvvisazione.
Quattro concerti in due serate per una panoramica dei migliori gruppi e musicisti attivi in ambito improvvisativo, dagli emergenti ai più affermati, senza esplicite caratterizzazioni di genere o stile.

Da questo concerto è stato tratto il disco (autoprodotto) “Live At Lux“.

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