Craig Taborn

lunedì 1 marzo 2010 ore 21.00 • Sala dei Giganti al Liviano, Padova

Craig Taborn
piano

Un piano-solo di Craig Taborn è raro da ascoltare nel circuito contemporaneo. Dunque l’occasione è importante, per focalizzare con una formula assai rischiosa la maturità espressiva raggiunta dal tastierista di Minneapolis. Taborn fa parte della generazione emersa con forza negli anni Novanta e cresce in una città che parallelamente vede svilupparsi gruppi come The Bad Plus e Happy Apple. Una cerchia di musicisti che condivide l’assoluta mancanza di pregiudizi nei confronti degli stili. Così, la padronanza delle tecniche di improvvisazione, assieme alla conoscenza della letteratura jazzistica, va di pari passo con la sperimentazione elettronica e la passione per rock e soul. Taborn ha iniziato lo studio del pianoforte nello stesso momento in cui riceveva in regalo un sintetizzatore. Questo ha comportato lo sviluppo di una forma mentis aperta a diverse possibilità di intrecciare fra loro mondi espressivi solitamente lontani. Nei primi anni, Taborn è considerato un jazzman senza aggettivi, dato che la sua militanza nel gruppo del sassofonista James Carter gli permetteva di sfoggiare una brillante cultura di base : standards e modernismo virtuoso. In pochi mesi però Craig sceglie altre vie. Entra nel cenacolo ristretto degli improvvisatori vicini a Tim Berne e condivide con quest’ultimo diversi progetti; suona e incide con il batterista Gerald Cleaver e con la sassofonista Lotte Anker, con Dave Douglas, Roscoe Mitchell, Susie Ibarra, Assif Tsahar e molti altri. Dopo due album in trio, Taborn firma uno fra i dischi più inclassificabili degli ultimi anni, “Junk Magic”, per tastiere, viola, sassofono e percussioni. Un insieme di brani a cavallo tra idioma jazz, ritmiche ripetitive e metalliche, melodie cameristiche. Lo scorso anno, a New York, incide dal vivo in trio con William Parker e Gerald Cleaver. In solitudine, Taborn si è esibito ben poco e sappiamo che il recital senza rete è banco di prova arduo per un musicista serio e attento. Ma le qualità di fondo ci sono tutte: tocco strumentale perfetto, abilità nell’alternanza di pagine scritte e sequenze informali, fantasia di prim’ordine. Dunque non ci resta che attendere.

(Stefano Merighi)

Ascolti

Craig Taborn
Craig Taborn Trio (DIW)
Light Made Lighter (Thirsty Ear)
Junk Magic (Thirsty Ear)

James Carter
JC On The Set (DIW)

Tim Berne
Science Friction (Screwgun)

Susie Ibarra Trio
Songbird Suite (Tzadik)

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Ostinati 2010

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